Google Email Privacy e la vita reale non è meglio

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Google Email Privacy, internet è il posto sbagliato e la vita reale non è meglio

La notizia corre, come al solito più di un fulmine, quando ci si sente toccati nella privacy.

La notizia è questa: “Google fa arrestare un pedofilo” (dalle nostre parti Repubblica.it riporta questo articolo). Ebbene si, ha aiutato le autorità perchè nella sua Gmail erano state ritrovate immagini pedopornografiche, il tizio in questione è il 41enne John Henry Sillkern (nessuna privacy in questo caso, la notizia è pubblica).

Adesso le considerazioni possono essere di vario avviso, la mia è sicuramente questa:

Privacy in internet? avete sbagliato posto.

Non che nella vita reale di privacy ne avete, provate solo a pensare quando pagate con la carta di credito, bancomat, movimentate in banca, fate un mutuo o acquistate a rate, le telecamere dovunque, la gente che vede e che guarda e sopratutto che parla come se vi conoscesse da sempre, la targa della vostra auto, le celle che agganciate con il vostro telefonino (ditemi che non lo avete vi prego!), le tessere sconto del supermercato, l’abbonamento dell’autobus, tutti i dati che rilasciate e le carte che firmate pur di avere uno sconto di 10€ sull’acquisto di un qualsiasi bene e chi ne ha più ne metta.

Si aggredisce Google (non che non ce ne sarebbe eh!) perchè ha collaborato con le autorità? Ma la curiostià nasce, le avete mai lette le condizioni e i termini di “Google Email Privacy”? CERTAMENTE, ho spuntato la checkbox e ho fatto avanti-avanti-avanti e toh! ho guadagnato la posta elettronica, un drive dove posso metterci quello che voglio, la conservazione delle mie immagini a gratis, posso creare tutti i documenti, fogli elettronici, disegni e slide senza nemmeno occupare un byte del MIO spazio, posso creare anche un blog gratuitamente e anche un sito! sempre gratis, è MIO! E dimenticavo, posso anche prendere le note, utilizzare un calendario, le mappe, e nelle mappe c’è anche il navigatore, poi ho i contatti che si sincronizzano con il mio dispositivo, ho il traduttore, eh si, Google mi mette a disposizione anche Chrome, un browser, vabbè che nemmeno gli altri si pagano, ma è veloce, multipiattaforma, sincronizza gli account così non devo impazzire.

Non sono io a dovervi dire che non c’è nulla per nulla, ma ancora una volta SIETE SICURI di aver letto i termini? Gli darei un’occhiata di nuovo, sono quì: http://www.google.it/intl/it/policies/

Passiamo al lato B del disco, se la Google Email Privacy non vi piace.

Volete nascondervi? avete qualcosa da nascondere? Un piccola lista da seguire e da tenere a mente, sicuramente dimentico qualche cosa, ma è un buon inizio:

  • Procuratevi BitCoin, come vi pare. Come dite? in modo anonimo? allora la strada è in salita
    • Createvi prima un portafoglio e acquistate dei BTC normalmente
    • Utilizzate TOR e connettetevi a qualche IRC per scambiarvi i BTC (e ricordatevi di cambiare identità in TOR ogni volta)
    • Per rendere la cosa più difficile, utilizzate qualche “disposable email” per crearvi altri portafogli e distribuite i BTC tra quelli
    • Continuate a scambiarli e poi fateli confluire in un unico wallet, più li scambiate più il bitchain è difficile da inseguire, fatelo nel tempo
  • Sistema operativo: OpenBSD, Bestcrypt e memoria crittografata. Quando il tutto vi funziona, lo rendete autopartente, ricordatevi di aggiungere Wipe RAM at Shutdown
  • Il grosso è quasi fatto, acquistate un servizio di VPN con i BTC: https://www.privateinternetaccess.com/pages/buy-vpn/ sebbene non tengano traccia di niente devono comunque sottostare al DMCA Policy ACT
  • Se ci riuscite, acquistate anche qualche altro, sempre con i BTC, una lista che accetta i bitcoin è qui: https://vpnreviewer.com/vpn-bitcoin
  • Utilizzate sempre i DNS anonimi, in genere vengono forniti con il servizio VPN
  • Adesso riarmeggiate con il SO includendo MAC spoofing e tutte le amenità che vi servono e rendete le VPN attive (si, meglio due e con connessioni random, una nell’altra!) e rifatevi il disco di boot.
  • PS: chiaramente a meno che non abbiate BTC a sufficienza, vi tocca ricomprarne per pagarvi le VPN :-)

Se a questo punto vi sentite contenti di navigare nel NULLA, si, nel nulla, è improbabile che non dobbiate fare un login lasciando tracce in giro, siete a posto.

Non mi schiero da nessuna parte, ma credo che la privacy  oggi è una chimera.

Twitter all’arrembaggio di WhatsApp

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Twitter intensifica la sua concorrenza contro WhatsApp e l’azienda intende lavorare proponendo una applicazione di chat (magari così facendo si elimina anche un certo rumore di troppo).
Twitter quindi, non vuole farsi sfuggire l’opportunità di accaparrarsi una parte del bacino di utenza di WhatsApp che oggi conta oltre 500 milioni di utenti e acquisita da Facebook a Febbraio per 19 Miliardi di dollari.

La notizia completa è sul The Guardian: http://www.theguardian.com/technology/2014/jul/21/twitter-whatsapp-direct-message-chat-upgrade

Twitter e whatsapp

Internet spiegato in 40 mappe

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Uno spettacolare viaggio nel tempo per (ri)scoprire la Internet era in 40 mappe.

  • 1969: ARPANET e le prime quattro Università collaborarono al progetto. L’applicazione utilizzata era: TELNET
  • 1970: ARPANET si espande e include la Harvard University e il MIT sulla costa EST
  • 1973: ARPANET diventa internazionale, con un link satellitare connette la Norvegia e Londra
  • 1982: La comunità continua a crescere, oramai conta circa 100 nodi, tra le applicazioni in voga USENET inventato nel 1980.

Il resto ve lo lascio leggere/guardare sul sito di Vox, l’articolo è stato scritto da Timothy B. Lee.

 

Mappa USA di Arpanet nel Dicembre 1969

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